La quota zero continua ad essere una compagna crudele, che porta con sé infiniti momenti di amarezza, come l’ultima deludente esibizione allo Scida contro il Cerignola. Sempre relegata in fondo alla classifica, la squadra termina il match, per gran parte sconcertante, con un risultato parziale di 0-3, ridotto da un 2-3 che mostra almeno una reazione volitiva, comunque insufficiente a rimettere in carreggiata un incontro compromesso fin dall’inizio. Ancora una volta, i punti critici hanno sopraffatto il cuore e la determinazione, lasciando dietro di sé punti pesanti come macigni su una rincorsa che diventa ogni giorno più complessa, toccando quasi i confini dell’utopia. L’applauso finale dallo Scida riflette l’apprezzamento per la tenacia e la volontà di non arrendersi, anche se restano negli occhi le numerose e ingombranti criticità di una struttura con limiti enormi. Il cuore, da solo, non basta a colmarli completamente. L’impressione che si ha all’inizio è quella di un Crotone con meno energia e grinta rispetto ai due precedenti appuntamenti, come afflitto dall’atmosfera grigia che permea lo Scida, sia dal punto di vista meteorologico che partecipativo, con il pubblico crotonese più simile a una seduta di allenamento che a un match cruciale per la rincorsa dei rossoblù. Presenti circa mille spettatori, un numero spaventosamente basso rispetto agli “storici” che lo Scida ha tradizionalmente assicurato. Il tempo scorre senza emozioni, con Zunno e compagni che trovano difficoltà ad aumentare il ritmo e a innescare i terminali offensivi. Tra un crescente sbadiglio, il Cerignola coglie l’occasione per cambiare l’inerzia del match con un lampo improvviso. Vitale è imbeccato verticalmente e incrocia un diagonale letale che non lascia scampo a Martino. Il Crotone subisce il colpo e continua a faticare enormemente a orchestrare una fase offensiva efficace, non riuscendo a popolare adeguatamente l’area e mostrando un gioco meno fluido del solito. A complicare ulteriormente le cose, un inconveniente fisico costringe Brignola a ritirarsi. Entra quindi Zak Ruggiero al suo posto nella stessa posizione. Il gioco del Crotone resta farraginoso e sterile, e il conto si presenta rapidamente: un altro improvviso affondo verticale sfugge a Martino, che interviene con le gambe e provoca il rigore trasformato da D’Orazio. La botta diventa mortale quando, due minuti dopo, i pugliesi centrano il tris con Padula che coglie alla sprovvista la linea difensiva e va a segno. Lo Scida è in stato di shock, ma Musso riesce a trovare la giocata che risolleva la squadra e riapre almeno in parte la gara compromessa. L’obbligo del doppio recupero soffoca una manovra priva della fluidità necessaria per creare pericoli a un Cerignola che si adagia su un vantaggio apparentemente sicuro. In questo frangente, i rossoblù incappano in clamorosi errori in fase di possesso, limitando la frequenza e la produttività nell’area pugliese. Dopo aver evitato contrattacchi rischiosi, i rossoblù trovano lo spiraglio per riaprire il match grazie a un colpo di testa vincente di Tanco su un cross di Grosso. La partita si riaccende e la ricerca dell’incredibile pareggio si intensifica, con Musso, Grosso e Zak Ruggiero che vanno vicini al gol dell’impresa. Il crescendo di occasioni sprecate culmina quando Musso, da pochissimi passi, manda a lato un traversone insidioso e potente di Crapisto. È l’ultimo episodio significativo di un altro incontro maledetto, che allunga la scia di rimpianti e il dolore di un inseguimento sempre più complesso. Navigazione articoli Catanzaro tra le rovine di un sogno e il futuro di Gorgone Crotone tra macerie e futuro: la Bonifica come volano per la Blue Economy